23 aprile

Caro diario,

questo periodo è particolarmente anomalo. Tutto il mondo è invaso da un virus influenzale per il quale noi non abbiamo ancora una cura. Le vittime sono state parecchie e anche le persone che hanno dovuto essere ricoverate in ospedale. Ci ho messo parecchio tempo per descrivere questo periodo perché io, in primis, cercavo di allontanarla dalla mia vita.

Tutti i cittadini italiani sono stati messi in quarantena dal Governo, sperando che i contagi di covid-19 (è proprio questo il nome del virus) diminuiscano. Naturalmente, come possiamo dedurre, il virus si propaga molto velocemente da persona a persona. Siamo costretti a girare con mascherine e guanti; possiamo uscire di casa solamente per necessità come: lavoro, fare la spesa, andare in farmacia. Ѐ assolutamente vietato aver rapporti con le altre persone.

Non voglio assolutamente descrivere la crisi economica, politica e sociale che attraversa la società in questo periodo perché ci sono moltissimi articoli che lo fanno già in modo molto minuzioso e preciso. Vorrei descrivere il mio stato d’animo in questa situazione di allarme globale.

Sono in quarantena in casa mia dal 24 febbraio. Sono in compagnia della mia famiglia; i nonni paterni, che abitano a 500 m da casa mia, li vedo attraverso le videochiamate su Whatsapp. Mia nonna che abita in città non la vedo da febbraio e mi manca molto. Ogni tanto la sentiamo per capire come sta e anche lei continua a ripetere che la situazione è molto dura. Il mio ragazzo non lo vedo dal 24 febbraio ed è la persona che mi manca di più in questo periodo. Io non ho mai avuto molte amiche ma fino a ora non era stato un problema. In questa quarantena ho capito che il mio ragazzo era tutto ciò che avevo e mi dispiace molto questa situazione.

Psicologicamente ho avuto qualche crisi durante questi mesi. Alle volte cominciavo a piangere senza motivo e non riuscivo a fermarmi. In questi momenti la mia energia si riduceva e mi sentivo impotente. La sera ho sempre la nausea e non riesco a digerire. Pensavo di impazzire. Pensavo di essere solo io a soffrire così ma, confrontandomi con mia cugina, ho capito che sono comportamenti che accomunano anche molte altre persone.

Da poco ho ricominciato ad andare a camminare con mia mamma perché hanno allargato il limite massimo delle passeggiate da 200 m a 500 m. Non è molto ma mi fa sentire già meglio. Oltre a ciò sono ottimista perché il governo vuole riaprire la circolazione, limitata nella regione, a noi giovani tra 10 giorni e questo mi fa sorridere. Vedo quel giorno come uno spiraglio di luce. Spero solo che l’estate arrivi presto e il mare, con la sua forza, si porti questa malattia negli abissi più profondi.

Molto probabilmente il lessico non è forbito ma è un flusso di pensieri che volevo digitare. Scusate se il linguaggio è alle volte improprio ma lo scopo non era quello di piacere ai lettori ma quello di aiutarmi psicologicamente ad attraversare questo periodo più lucidamente possibile.

Grazie per stare, in silenzio ad ascoltarmi. A presto.

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