4 Dicembre

Caro diario,

oggi e nei prossimi giorni vorrei fare un esperimento. Ho scritto un racconto di pura fantasia che tratta un argomento molto discusso e attuale, ossia la violenza domestica. Questo scritto lo pubblicherò periodicamente a parti.

  • Cari lettori sarei molto onorata se mi scriveste le vostre impressioni su quanto leggete per potermi migliorare continuamente.

Il racconto inizia così..

Camilla era una giovane donna di 35 anni, lei avrebbe voluto una vita molto più felice e soddisfacente ma purtroppo questo non si è potuto realizzare. Capiamo bene il perché raccontando tutto dall’inizio.

Come dicevo, Camilla era una giovane donna di 35 anni sposata con Mattia, giovane poliziotto di 39 anni, dedito profondamente al suo lavoro. I due sposini erano innamorati e spensierati. Avevano una piccola casa in una radura poco distante dal centro del paese. Lei era casalinga perché non aveva il coraggio di accettare le occasioni che le venivano proposte dal momento che senza la presenza di suo marito si sentiva fragile e indifesa. Proprio per questo decise di dedicarsi completamente a lui facendogli trovare il pasto sempre pronto al ritorno dal lavoro e coccolandolo ogni sera.

Quando lui tornava a casa, alle volte si presentava con un mazzo di fiori per ringraziare la moglie di tutte le attenzioni che gli offre giorno dopo giorno. Sembrava la scena perfetta che solitamente caratterizzano i film romantici.

Un giorno di pioggia, in commissariato dove lavora Mattia, l’ufficiale incaricato di dirigere i lavori, si era ammalato e lo aveva sostituito uno nuovo che sembrava poco permissivo e più determinato nelle sue azioni. Aveva fatto calare un’aria di ansia e frustrazione su tutta la struttura in modo tale da controllare la situazione attraverso la paura del suo corpo di amministrazione.

Calata la sera, come di consuetudine Camilla si stava preparando per la cena e per accogliere il marito al meglio. Guardando dalla finestra lo vide arrivare con la volante del commissariato. Lo vide spegnere i motori e restare un attimo all’interno della vettura. Lei capii immediatamente che era successa una cosa grave al lavoro e iniziò a riflettere su cosa potesse essere accaduto. Qualche omicidio particolare che aveva portato subbuglio e paura nel paese? Sapeva di doverglielo chiedere appena sarebbe entrato. Continuando ad osservare fuori dalla vetrata di casa, lo vide scendere dalla macchina, avvicinarsi alla porta di casa camminando in modo molto stanco. Appena gli fu davanti capii che non era la giornata ideale per chiedere cosa fosse successo. Proprio per questo decise di comportarsi come ogni sera e cercò di portare la sua allegria e spensieratezza anche al giovane uomo davanti a sé. Camilla gli disse con tutto l’amore in corpo:” Tesoro, oggi sono andata al mercato e non sai chi ho visto! C’era Betty! Ti ricordi di lei?? La mia compagna di classe alle elementari! Sono molto contenta di averla vista!”.

Vedendola così contenta e serena Mattia si arrabbiò ancora di più e le urlo:” Non mi frega niente di chi hai visto o di quello che hai fatto chiaro?!? E’ andata bene a te la giornata! Come sempre! Visto quello che fai ogni giorno non potrà mai andarti male!  Per cui finiscila di sputarmi in faccia la tua serenità, mangia e sta’ zitta!” Sentendo quelle parole Camilla si alzò dalla sedia e corse in camera sua piangendo. Non le aveva mai risposto in quel modo e lei voleva solo fargli passare il cattivo umore con cui era tornato dal lavoro ma, a quanto pare, era peggio di quello che pensava.

…………………

Qui si conclude la prima parte del mio racconto. Grazie per l’attenzione e per la lettura. A presto.

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