22 Novembre

Caro diario,

oggi ho fatto un sogno ancora più strano di quello in passato. Premetto innanzitutto che non ho mai visto film horror e nemmeno li guarderò perché non sono assolutamente il mio genere. Il sogno iniziava così:

Ero a casa dei miei nonni i quali hanno un edificio grande a due piani. All’esterno è presente una piccola struttura adibita alle serate in cui vengono fatte le grigliate. Oltre a ciò vi è presente un giardino che circonda tutto il perimetro del fabbricato ed è proprio in quel luogo che io mi trovavo. Nella parte più lontana dalla casa era stato posizionato un piccolo palcoscenico e nell’aria si respirava un clima di festa dovuto a qualche compleanno.

Ad un certo punto vidi uscire dalla casa principale un pagliaccio che mi destò immediatamente qualche sospetto. (A me i pagliacci mi hanno sempre fatta rabbrividire e le motivazioni di questo al momento sono ignote) Il giardino era pieno di invitati che acclamavano il personaggio travestito a gran voce. Quando quest’ultimo si confuse tra la folla io entrai in casa per controllare se fosse tutto a posto. Appena varcai la soglia, il buio della stanza m’invase e mi costrinse ad accendere la luce. In quel momento vidi che una persona era a terrà esanime. Il volto era pallido e la pelle contratta in una smorfia di dolore. Nel ventre aveva una macchia di un rosso intenso mai visto prima. Stavo guardando una persona che molto probabilmente era stata uccisa dal pagliaccio. Mi rizzai e sentì un brivido lungo tutto il corpo. I miei sospetti erano fondati. Uscii immediatamente per chiedere aiuto e cominciai a dire a tutti quello che aveva fatto il pagliaccio prima del suo patetico show. Le persone non mi ascoltavano e sembrava che a loro desse fastidio sapere la verità sulla natura di quel uomo. Lui mi guardò e capii che conoscevo il suo piano, ossia ammazzare tutti i presenti alla festa e questo significava perdere tutta la mia famiglia in un sol giorno.

Mentre si stava avvicinando a me con un gran sorriso io presi una lamiera di metallo o ferro (in quel momento il materiale dell’oggetto che tenevo in mano non m’interessava) e lo conficcai ripetutamente sul suo corpo.

Proprio mentre lo uccidevo e stavo facendo giustizia per la povera signora, mi svegliai di soprassalto.

E’ stato un sogno assurdo e al tempo stesso inquietante per cui, caro diario, ti lascio con la bocca amara e il pensiero un po’ stranito. A presto.

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